Centro Yoga a Faenza e Lugo
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In primo piano

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Sono dell’opinione che il mondo deve cambiare, forse a qualcuno non importa molto questo… perché si è abituati a restringere la vita al confine di casa propria…

Abituati a vivere l’esteriorità delle cose, presi dalla nostra limitata percezione, presi dai nostri piccoli bisogni, dalle sofferenze, alimentiamo quel bozzolo che ci impedisce di sentire cosa siamo veramente. In realtà noi siamo come anelli di una catena, ciò che succede da una parte si ripercuote inevitabilmente sull’altra, nel piccolo come nel grande, cellule dell’universo, microcosmi nel macrocosmo.

La consapevolezza deve crescere in questa direzione, sentire che siamo uno nel tutto.

E allora forse possiamo comprendere che è inutile pretendere un mondo perfetto fuori di noi se prima di tutto non tentiamo di realizzare una pace possibile in noi.

Ogni situazione difficile, ogni conflitto ci offre l’opportunità di dedicarci al miglioramento di noi stessi… sicuramente le occasioni non mancano!

Dobbiamo essere tenaci nell’esprimere quel proposito che ci consente di affermare la parte migliore di noi stessi. Questa è la vera forza, non certo quella tesa ad affermare il proprio sterile individualismo. Ecco che allora possiamo riconoscerci nell’altro attraverso il rispetto autentico, la tolleranza, e non è una questione di bon ton…

Vedo già sulle vostre bocche una piega … di depressione…, invece dovreste sorridere perché resistere alle tendenze distruttive è lo sforzo che consente di trovare il proprio posto nella vita, comprendere che sei nel posto giusto al momento giusto, serenamente, e non è cosa da poco.

Di cammino un po’ ce n’è… ma si fa, si fa.

Potreste, invece di inseguire quella smania vuota che sarebbe vita, fermarvi a meditare più spesso che potete sul vostro Cuore, lì risiede la Volontà di Essere, il Proposito che ci anima e direi anche… che fa la differenza.

Il vero cambiamento, come dice Massimo Rodolfi, non verrà da un nuovo leader, ma verrà dalla capacità di amare e rispettare la vita…

Con le parole di Gaber… BUON 2015! Monica

 

Se ci fosse un uomo
un uomo nuovo e forte
forte nel guardare sorridente
la sua oscura realtà del presente.

Se ci fosse un uomo…

Forte di una tendenza senza nome
se non quella di umana elevazione
forte come una vita che è in attesa
di una rinascita improvvisa.

Se ci fosse un uomo generoso e forte
forte nel gestire ciò che ha intorno
senza intaccare il suo equilibrio interno
forte nell’odiare l’arroganza
di chi esibisce una falsa coscienza
forte nel custodire con impegno
la parte più viva del suo sogno
se ci fosse un uomo.

Questo nostro mondo ormai è impazzito
e diventa sempre più volgare
popolato da un assurdo mito
che è il potere.
Questo nostro mondo è avido e incapace
sempre in corsa e sempre più infelice
popolato da un bisogno estremo
e da una smania vuota che sarebbe vita
se ci fosse un uomo.

Allora si potrebbe immaginare
un umanesimo nuovo
con la speranza di veder morire
questo nostro medioevo
col desiderio che in una terra sconosciuta
ci sia di nuovo l’uomo al centro della vita.

Un uomo affascinato da uno spazio vuoto che va ancora popolato.
Popolato da corpi e da anime gioiose che sanno entrare di slancio nel cuore delle cose
popolato di fervore e di gente innamorata ma che crede all’amore come una cosa concreta
popolato da un uomo che ha scelto il suo cammino senza gesti clamorosi per sentirsi qualcuno
popolato da chi vive senza alcuna ipocrisia col rispetto di se stesso e della propria pulizia.
Uno spazio vuoto che va ancora popolato.
Popolato da un uomo talmente vero che non ha la presunzione di abbracciare il mondo intero
popolato da chi crede nell’individualismo ma combatte con forza qualsiasi forma di egoismo
popolato da chi odia il potere e i suoi eccessi ma che apprezza un potere esercitato su se stessi
popolato da chi ignora il passato e il futuro e che inizia la sua storia dal punto zero.
Uno spazio vuoto che va ancora popolato.
Popolato da chi è certo che la donna e l’uomo siano il grande motore del cammino umano
popolato da un bisogno che diventa l’espressione
di un gran senso religioso ma non di religione
popolato da chi crede in una fede sconosciuta dov’è la morte che scompare quando appare la vita
popolato da un uomo cui non basta il crocefisso ma che cerca di trovare un Dio dentro se stesso.
… …
Brani tratti da “Se ci fosse un uomo” di Giorgio Gaber
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